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Mancato pagamento indennità, l’intervento del Segretario Iacoi

Care colleghe, cari colleghi,

vi porto a conoscenza del fatto che circa 21 milioni di euro, spettanti di diritto ai poliziotti, si trovano ‘congelati’ nella casse dello Stato senza logica alcuna: l’ennesima angheria nei confronti della nostra categoria, già bistrattata tra tagli di ogni sorta e l’attesa estenuante del rinnovo contrattuale.

Mi riferisco all’immotivato e irragionevole mancato pagamento delle indennità relative ai servizi resi in convenzione con Anas, Autostrade, Ferrovie dello Stato e Poste Italiane, enti che hanno regolarmente versato le somme relative a tali servizi ai competenti Uffici ministeriali.

I fatti sono gravi e le cifre importanti: 4 milioni e 500 mila euro di indennità autostradale, 12 milioni e 650 mila euro di indennità ferroviaria ed ulteriori 3 milioni di euro per la postale.

Il motivo di questa situazione di stallo trova fondamento in due note diffuse nei mesi di Gennaio e Febbraio dell’anno in corso.

La prima nota, dell’Ufficio Relazioni Sindacali, nel sottolineare che risultavano liquidate le indennità autostradali fino al terzo trimestre 2014 e ferroviarie fino ad agosto 2014, affermava che per le tre categorie (appunto autostradale, ferroviaria e postale) erano state registrate dal MEF, in data 30.12.15, le riassegnazioni delle somme da impegnare per l’anno 2016. Ciò significa che, di lì a poco, i poliziotti avrebbero potuto vedere retribuito il loro operato, fino a quel momento rimasto privo di compenso.

Una nota dell’Ufficio Affari Generali e Giuridici, circa un mese dopo, aggiustava il tiro riproponendo gli importi spettanti per le varie tipologie di indennità ma sottolineando che, a causa di una disposizione della legge di stabilità 2015, che stabilisce che le riassegnazioni devono essere effettuate entro una scadenza approssimativa, individuata nei “primi giorni di dicembre“, le stesse non erano da considerarsi effettive in quanto registrate fuori tempo utile. La nota aggiungeva, inoltre, che le liquidazioni sarebbero avvenute “presumibilmente intorno al mese di luglio”. Tradotto: i poliziotti non vedranno questi soldi prima di luglio, sempre che tutto vada bene.

E’indubbio che ci troviamo di fronte a una situazione paradossale e poco comprensibile ai più: la prima nota è successiva all’approvazione della legge di stabilità, perché non ha tenuto in considerazione la nuova disposizione normativa? E’ ammissibile in questo caso l’ignorantia legis? O, a pensar male, si potrebbe dire che il caso è stato trattato all’italiana, con un continuo rimpallo tra enti e una gestione machiavellica da parte della macchina burocratica?

Non è nostro compito individuare dei colpevoli, ci preme piuttosto sottolineare che questo stato di cose è inaccettabile: la Polizia di Stato, nonostante il mancato rinnovo contrattuale e la penalizzazione dovuta al blocco degli stipendi, continua ad essere beffeggiata e a veder calpestato un diritto sacrosanto: quello a vedersi retribuire, così come dovrebbe essere in uno stato civile, il pagamento a regime mensile delle accessorie per i servizi resi in convenzione come avviene da tempo per quelle ordinarie.

La misura è colma: omissioni, stupidi cavilli burocratici ed un continuo scaricabarile bloccano somme che sono dei poliziotti. Auspichiamo che chi di dovere intervenga tempestivamente. Noi, da parte nostra, faremo tutto il possibile per porre fine a questa iniquità.

                    Giovanni Iacoi

Segretario Generale Ugl – Les Polizia

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