BORSELLINO-E-SCORTA

25° Anniversario morte Borsellino

LES chiede la “Promozione per meriti speciali” Poliziotti Ufficio Scorte di Palermo!

On. Ministro Minniti,

lei è il massimo organo politico al comando del Ministero dell’Interno e, come tale, ha delle responsabilità nei confronti delle persone che lavorano alle Sue dipendenze.

I poliziotti sono tra quelli che Lei ha il dovere di gestire ed indirizzare. Sono quelli che ha il dovere di ascoltare. Sono, anche, quelli che le fanno fare bella figura garantendo la sicurezza del paese.

Ciò detto, ci è stato chiesto da noi nostri numerosi iscritti all’Ufficio Scorte di Palermo, di rappresentarLe il loro vivo rammarico nell’aver dimenticato i poliziotti “vivi“, scampati per miracolo e per caso fortuito alla morte di capaci o Via d’Amelio, che oggi come allora, a testa alta, hanno deciso di continuare a prestare la loro opera istituzionale all’Ufficio Scorte.

Nel mese di maggio si commemora il giudice Falcone ed i poliziotti rimasti uccisi con lui e, nel mese di Luglio, il giudice Borsellino e la sua scorta che ha seguito la stessa fine.

Doveroso, giusto, rispettoso, utile ricordare i morti di mafia se non altro per non dimenticare, ma tutto ciò può essere sostenuto ed appoggiato qualora si pensi anche ai “vivi“.

Quei poliziotti che solo per caso fortuito non si sono trovati lì quel giorno a quell’ora. Poliziotti che nonostante siano vivi per miracolo, hanno deciso di non abbandonare la nave come il peggiore dei codardi, ma di andare avanti nel proprio lavoro guardando la mafia negli occhi e proteggendo le personalità come solo un uomo o una donna dell’Ufficio Scorte sa fare.

In Polizia questo coraggio, questo attaccamento al servizio, questo spirito di abnegazione, questo sacrificio professionale e personale non è stato evidentemente apprezzato.

Questi valorosi poliziotti, scampati a morte certa, sono ancora lì dopo 25 anni ad onorare i loro “fratelli” uccisi.

I “dirigenti” ed i “Questori” che si sono succeduti nel tempo, sono riusciti al massimo a dargli una pacca sulla spalla ogni anno e via a preparare gli eventi del prossimo anno.

Onorare i “morti” pensando ai “vivi” sarà il nostro motto fino a quando a questi valorosi e coraggiosi poliziotti, non sarà riconosciuto l’avanzamento in carriera per promozione a merito speciale.

            Sono stati promossi poliziotti per molto meno Signor Ministro!

Adesso tocca alla politica, a Lei Signor Ministro, decidere da che parte stare. Se continuare a commemorare solo quelli che hanno perso la vita oppure ricordare ed onorare anche quei pochi che, invece, sono ancora vivi e con coraggio e senza alcuna esitazione hanno continuato per 25 anni a proteggere lo Stato e servire l’Ufficio Scorte più rischioso d’Italia.

Questi poliziotti sono stanchi delle pacche sulle spalle mentre inermi si vedono avanzare di grado (senza alcun concorso…!!!) i loro paricorso e/o sotto ordinati che a quanto a coraggio ed attaccamento al servizio non sono nemmeno paragonabili.

Nemmeno lo scrivente, Signor Ministro, oserebbe paragonarsi al coraggio di questi eccezionali poliziotti che hanno servito e servono dopo 25 anni un’Amministrazione che, ahi noi, si rifiuta di riconoscerli.

Secondo noi anche Lei, in cuor suo, vuole che i poliziotti migliori vengano promossi. Lo dimostri! Ci dimostri che per la prima volta un Ministro sta dalla parte degli uomini più valorosi, più coraggiosi e più bravi.

Signor Ministro, Le chiediamo di trovare la forza per andare oltre una pacca sulle spalle e dare a questi pochi poliziotti rimasti un adeguato riconoscimento premiale.

Polizia dimostri di essere meritocratica….!! Onorare i “morti” pensando ai “vivi”!

Roma, 19 luglio 2017

Il Segretario Generale Giovanni Iacoi

 

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