COMMISSARIATO P.S. AVERSA  FIGLI E… FIGLIASTRA!

Ciò che si sta verificando da circa due anni all’interno del Commissariato di P.S. di “Aversa” nei confronti dell’unico Funzionario “DONNA”……è, secondo noi, ABERRANTE ED INACCETTABILE!!!

Siamo venuti a conoscenza che, in questi giorni, l’unica Funzionaria del Commissariato di P.S. di “Aversa” abbia scritto al Consiglio di Amministrazione della Polizia di Stato, presieduto dal Signor Capo della Polizia – Direttore Generale di Pubblica Sicurezza, raccontando una serie di discriminazioni che è stata costretta a subire in questi ultimi due anni.

E’ inammissibile che all’interno di un Ufficio della Polizia di Stato, si verifichino atti discriminatori, forse anche di apparente sessismo ed affronti alla dignità di una Funzionaria della Polizia di Stato da parte del Dirigente.

Sembrerebbe, infatti, che il Dirigente del Commissario di P.S. di “Aversa”, dopo un’apparente ed iniziale cordialità nei confronti della Funzionaria, abbia palesato una sorta di insofferenza ogni qualvolta la Funzionaria veniva a trovarsi al suo cospetto e non solo.

Tale insofferenza sembrerebbe, da quanto abbiamo appreso, che si sia anche manifestata in un atto grave ed increscioso accaduto lo scorso 7 marzo 2019, giorno prima della “Festa della Donna”, allorquando la Funzionaria si trovava all’interno del bagno riservato a personale femminile per un urgente bisogno fisiologico. Per ovvi motivi di privacy, la stessa aveva provveduto a chiudere la porta d’ingresso, allorché fu costretta ad interrompere bruscamente l’atto fisiologico appena iniziato perché la sua attenzione fu attirata da una persona che prendeva a calci e pugni la porta, gridando forsennatamente ed intimando a chi si trovava all’interno di aprire immediatamente.

La Funzionaria, senza riuscire a ricomporsi completamente, in quanto preoccupata di quanto stava accadendo e perché si rese conto che le grida ed i rumori coprivano la sua voce con la quale annunciava che il bagno era occupato, apriva la porta ritrovandosi davanti il Dirigente che le intimava a voce alta ed in modo arrogante di uscire immediatamente dal bagno perché vi era la necessità di accesso all’interno. La Funzionaria a questo punto si sentiva lesa nella propria dignità, appunto di DONNA, e rimaneva incredula rispetto all’atteggiamento del Dirigente il quale, sembrerebbe, abbia continuato imperterrito ad inveire contro la malcapitata nonostante la presenza di persone estranee all’Amministrazione (operai) e colleghi rimasti basiti per l’azione spropositata del Dirigente.

Quest’ultimo, non pago della sua azione ignominiosa, cacciava via in malo modo la Funzionaria dal locale bagno non consentendole nemmeno di ricomporsi e lavarsi le mani. L’accaduto fu poi oggetto di segnalazione al Sig. Questore di Caserta da parte del Presidente del Coordinamento Donne e Pari Opportunità Nazionale di altra sigla sindacale, oltre alla diretta segnalazione fatta nella medesima contingenza alla Questura. Entrambi gli interventi per contenere l’avversione ingiustificata del Dirigente del Commissariato di Aversa sembrerebbero siano caduti nel vuoto, giacché lo stesso Dirigente ha continuato a compiere atti lesivi della dignità personale e professionale della Funzionaria.

Tant’è che, da quanto abbiamo appreso, da questo episodio è iniziata, da parte del medesimo Dirigente, una serie di azioni discriminatorie e, forse anche sessiste, che si elencano e danno la misura di quanto la Funzionaria è stata costretta a subire nel totale silenzio di chi aveva il dovere di intervenire e non l’ha fatto.

  1. Il Dirigente, infatti, così come riferitoci, sembra non abbia MAI accettato e preso in considerazione le serie problematiche familiari detenute dalla Funzionaria, la quale ogni volta che abbisognava di assentarsi, anche per brevi periodi, veniva poi fatta oggetto di azioni discutibili e dispregiative, come ad esempio in sua assenza veniva additata con frasi dette in vernacolo e rivolte a personale subalterno tipo: “che sta facenn CHELLA ABBASC? (cosa sta facendo quella giù?)” perché l’Ufficio della Funzionaria è posto al piano terra rispetto all’Ufficio del Dirigente che è posto al secondo piano. Inutile aggiungere che il tono dispregiativo utilizzato dal Dirigente non è passato inosservato al personale subalterno che prontamente riportava l’accaduto all’inconsapevole Funzionaria;
  2. Come se non bastasse, sembrerebbe che il Dirigente abbia indetto riunioni e tavoli tecnici con personale del Commissariato (appartenenti ai Settori assegnati alla predetta Funzionaria) dalla quale la stessa veniva esclusa e che, talvolta, solo per puro caso (perché si recava al bagno che è posto nelle immediate adiacente dell’Ufficio del Dirigente al secondo piano) veniva a conoscenza della riunione in atto ed in quella circostanza faceva presente la cosa al Dirigente il quale rispondeva in tono sprezzante: “sei tu che ti devi interessare non sono tenuto a chiamarti!”. Come se la Funzionaria fosse dotata di capacità di lettura del pensiero che si presume abbiano avute i restanti partecipanti alle riunioni. Ben si comprende come la Funzionaria, sprovvista di queste capacità extrasensoriali, chissà a quante e quali riunioni svolte dal Dirigente non ha partecipato!!!
  3. Sistemazione dell’autorimessa del Commissariato. Nella circostanza il Dirigente ha provveduto ad assegnare a se stesso ed al Vice Dirigente uno spazio riservato per la sosta dei veicoli privati, escludendo da questa assegnazione la Funzionaria. Il Dirigente sembrerebbe abbia poi fornito di telecomando per l’apertura automatica della porta carraia se stesso ed il Vice Dirigente, escludendo ancora una volta la Funzionaria;
  4. In occasione della ristrutturazione sala C.O.T. il Dirigente ha dato ordini precisi acchè la Funzionaria venisse privata della linea telefonica esterna riferendo che la stessa poteva e doveva rivolgersi al centralista per esigenze connesse all’Ufficio;
  5. Il Dirigente ed il Vice Dirigente (quest’ultima figura inesistente nel nostro Ordinamento giuridico!!!) hanno partecipato a manifestazioni pubbliche in rappresentanza della Polizia di Stato escludendo ancora una volta la Funzionaria, la quale non è MAI stata resa partecipe né notiziata di tali eventi (Festa della Polizia 2019, premiazione dipendenti dell’Ufficio della quale la stessa è Funzionario Addetto ed altri eventi per i quali non veniva nemmeno messa a conoscenza quando era l’unico Funzionario al momento rimasto presente nel Commissariato);
  6. La Funzionaria ha concluso il suo percorso formativo nel nuovo ruolo il 31 gennaio 2020 con promozione al grado di Commissario della Polizia di Stato ma tale evenienza non sembrerebbe essere stata accolta favorevolmente dal Dirigente il quale non ha speso nemmeno una parola per la presentazione pubblica della stessa, mentre, in occasione della medesima promozione a Commissario di altro collega lo stesso Dirigente ha profuso parole di lode anche a mezzo stampa locale, presentando doverosamente alla cittadinanza la nuova figura istituzionale di riferimento;
  7. Abbiamo appreso che nell’anno 2018 la Funzionaria è stata valutata con il minimo del valore massimo nel rapporto informativo (ottimo). Sin qui nulla quaestio perché il Dirigente poteva non conoscere le doti personali e professionali della medesima, anche se poteva tranquillamente rilevarle dai rapporti informativi di riferimento al ruolo precedentemente ricoperto nel quale, già da diversi anni, altri Dirigenti le avevano attribuito il massimo del punteggio di “ottimo” con i 2 punti aggiuntivi. Il Dirigente nell’anno 2019 ha confermato il medesimo punteggio dell’anno 2018 adducendo sostanzialmente che la Funzionaria, pur avendo ottime qualità e/o doti personali e professionali, non è meritevole di un punteggio aggiuntivo per scarsa assiduità e disponibilità dimostrate nell’anno in riferimento (come nel caso del punteggio assegnato alla voce D2). Il Dirigente sembra non abbia tenuto conto del fatto che la Funzionaria, nonostante le serie problematiche familiari (assistenza di figlio minore e madre ultraottantenne entrambi con disabilità gravi riconosciute) ha sempre e comunque garantito la presenza continuativa nella copertura dei Settori assegnatile (P.A.S.I. e U.C.T.) nonché in molti servizi comandati anche dalla Questura (O.P. in occasioni di visite di personalità, servizi di O.P. in occasioni di abbattimenti, Direttore di Tiri nelle giornate di Addestramento Professionale, etc.). A parere di questa O.S. nulla può essere contestato alla Funzionaria in materia di assiduità e disponibilità dimostrate, sia nelle ore di servizio ordinario che in quelle di straordinario, né tantomeno sono da mettere in discussione le sue qualità professionali. Basti pensare che la stessa negli anni di servizio all’interno della Polizia di Stato, ben 26, ha raggiunto un curriculum di tutto rispetto contraddistinto da professionalità, ottimi risultati conseguiti e senza mai incorrere in sanzioni disciplinari. Ha sempre ricoperto incarichi di responsabilità sia alla Questura di Crotone, che al Commissariato di Aversa nel quale si è occupata di situazioni delicatissime richiedenti altissima sensibilità, in primis quello del Settore Anticrimine dove è stata punto di riferimento per le donne che subivano violenze di genere, domestiche e maltrattamenti raggiungendo ottimi risultati per i quali in un’occasione recente è stata finanche invitata quale rappresentante della Polizia di Stato ad un convegno avente per oggetto le tematiche rientranti nel c.d. Codice Rosso. Tale partecipazione è stata fortemente voluta proprio da una donna vittima di violenze e maltrattamenti che è stata assistita nel suo doloroso percorso, anche processuale, dalla predetta Funzionaria;
  1. Questi è transitata nel nuovo ruolo Direttivo (2018) e le è stato subito affidata la Responsabilità di due Settori del Commissariato, quello di Polizia Amministrativa e Sociale e dell’Immigrazione, nonché quello dell’Ufficio Controllo del Territorio. Ha sempre svolto egregiamente il proprio ruolo, basti pensare che l’Ufficio Passaporti e Porto d’Armi deteneva un consistente arretrato di pratiche che, in pochi mesi unitamente ai suoi collaboratori, è stato quasi del tutto azzerato ed è riuscita, grazie alle sue capacità motivazionali del personale e per l’impegno diretto, in quello che forse era ritenuto impossibile, ovvero la ricezione di istanze e il contestuale rilascio di oltre 400 Passaporti in un solo mese, riducendo notevolmente i tempi di attesa relativi ai rilasci sia di Passaporti che di Porto d’Armi. Altrettanto apprezzabili i risultati dell’Ufficio Controllo del Territorio.
  2. SI SFIDA CHIUNQUE AD AFFERMARE IL CONTRARIO!
  3. Ma queste doti e/o qualità sembrerebbero non siano riconosciute dall’attuale Dirigente, che sin dal suo insediamento ha preteso che la Funzionaria fosse ancora di più presente in Ufficio, ignorando le sue problematiche familiari e consigliandole, con superficialità, di demandare a terze persone la cura e l’assistenza dei familiari bisognosi, portando ad esempio se stesso;
  1. Ad ulteriore riprova della ingiustificata acredine e/o avversione nei confronti della Funzionaria, sottacendo le sue problematiche familiari, il Dirigente, in più circostanze, dava ordini orali al personale delle Volanti di chiamare telefonicamente la Funzionaria anche nottetempo ed anche se la stessa non era reperibile, ciò in dispregio non della Funzionaria ma del nostro regolamento di servizio e del nostro Ordinamento giuridico. La Funzionaria, ci risulta, che per ovviare alle eventualità che non fosse notiziata dagli operatori della Volante impartiva delle direttive adeguate per iscritto dirette al personale delle Volanti, non senza prima aver consultato lo stesso Dirigente ed ottenuto la sua approvazione, relativamente alla prassi da seguire nel caso si rendesse necessario notiziare di eventi eccezionali la Funzionaria stessa. Quest’ultima con suo grande sgomento apprendeva che tale disposizione affissa nella Sala Operativa era stata strappata malamente dal Dirigente e cestinata con fare dispregiativo. Anche questo gesto è stato portato a conoscenza della Funzionaria che ha incassato ulteriormente senza nessuna reazione;
  2. Dopo un periodo di assenza della Funzionaria, nel mese di Novembre 2019, la stessa apprendeva dal Vice Dirigente che il Dirigente aveva disposto che sulle dichiarazioni di lavoro straordinario presentate dai dipendenti assegnati ai Settori U.C.T. e P.A.S.I. dei quali la Funzionaria era Responsabile venisse apposta la firma di ratifica del solo Vice Dirigente prima della sua decretazione finale. La Funzionaria illo tempore fece le sue dovute rimostranze al Vice Dirigente e si oppose a tale prassi perché ritenuta inusuale e di ulteriore compressione della sua funzione. Di fronte alle legittime rimostranze il Vice Dirigente acconsentiva che la Funzionaria ratificasse le richieste di straordinario del personale ai Settori assegnatile per poi esercitare lui stesso una successiva funzione di controllo apponendo la propria firma oltre a quella della Funzionaria, come gli era stato impartito dal Dirigente. Tale disposizione di doppia firma per ratifica delle istanze sopra indicate non solo ha creato una totale confusione tra i dipendenti dei Settori assegnati alla Funzionaria ma si legge a chiare lettere una totale ed ingiustificata mancanza di fiducia verso la funzione di controllo della Funzionaria.
  3. Non si può tacere di fronte al grido di aiuto di una collega che continua a subire, anche se la stessa intelligentemente ed assennatamente, ha messo anche distanza fisica tra lei ed il Dirigente. Per noi è divenuto di primaria importanza intervenire per interrompere le discriminazioni in danno della Funzionaria che purtroppo recentemente si è vista negare dallo stesso Dirigente anche il buono vestiario. Lo stesso buono vestiario che l’anno precedente, nel 2018, gli era stato riconosciuto pur trovandosi nelle medesime condizioni. Due sono le cose: nel 2018 nonostante la Funzionaria svolgesse le stesse funzioni non ne aveva diritto e nella sua magnanimità il Dirigente glielo aveva riconosciuto causando così un Danno Erariale all’Amministrazione oppure la Funzionaria ne ha sempre avuto diritto ma per la palese avversione nei suoi confronti, il Dirigente, per l’anno 2019, non glielo ha volutamente concesso. Se è vero, ciò che ha affermato il Dirigente, ovvero che la Funzionaria non è stata mai autorizzata a non operare senza la divisa, è pur vero anche l’esatto contrario giacché lo stesso Dirigente né oralmente né per iscritto ha mai contestato l’uso degli abiti civili da parte della Funzionaria, la quale non ha lamentato la mancata dazione del buono vestiario, ma ha evidenziato le modalità con le quali le è stato negato il benefit. Anche in questo caso condanniamo questo modo di fare dispotico da parte di un Dirigente della Polizia di Stato che non può certo essere preso da esempio in termini di imparzialità e correttezza;
  1. La stessa mancanza di rispetto e di considerazione si è palesata nei confronti della Funzionaria allorquando casualmente ha appreso da personale subalterno della decisone del Dirigente dell’assegnazione del Settore P.A.S.I. al nuovo Commissario appena promosso e meno anziano nel ruolo della predetta Funzionaria, così lasciando a quest’ultima l’incarico di Responsabilità del Settore U.C.T.. Non è concepibile né ammissibile che la Funzionaria casualmente venga a conoscenza da personale subalterno delle decisioni del Dirigente perché oltre ad essere stato irrispettoso come atteggiamento nei confronti della Funzionaria, questo è anche un atteggiamento contrario al nostro regolamento di servizio ed ordinamento che andrebbe punito senza se e senza ma.
    Questa O.S., a questo punto, si chiede a chi si è di fronte? Ad un Dirigente sessista, misogino o ad un Dirigente insensibile che prova piacere maltrattando una donna che non ha scelto e mai avrebbe scelto di vivere nella condizione in cui si trova?
    Chiediamo al Sig. Questore di Caserta un intervento immediato con l’invio di una ispezione che possa accertare la veridicità dei fatti raccontati e ciò al fine di interrompere questi atteggiamenti contrari al regolamento di servizio e discriminatori nonché di scarsa considerazione posti in essere dal Dirigente della malcapitata Funzionaria.
    Comportamenti che hanno finito per portare, nei confronti della Funzionaria, uno scarso apprezzamento da parte di quasi tutto il personale dipendente che in più occasioni ha preferito, nonostante la sua presenza in Ufficio, rivolgersi direttamente al Dirigente e/o al

Vice Dirigente, facendo perdere alla stessa fiducia e credibilità da parte del personale del Commissariato.
Solo a titolo esemplificativo, in conclusione, si vuole riferire che la funzione di “Vice Dirigenza” non trova residenza nel nostro Ordinamento giuridico tanto che anche la Corte Costituzionale con sentenza n. 214 del 3 ottobre 2016, ne ha dichiarato la non anticostituzionalità della norma che ne ha decretato la legittima soppressione, anche se ad Aversa questa figura non solo esiste, ma viene anche considerata ai danni della Funzionaria.
Per tale motivo, chiediamo al Sig. Questore di Caserta di ristabilire i compiti dei Funzionari del Commissariato di P.S. di “Aversa” e che questi rientrino nell’alveo della legalità con la soppressione immediata dell’Ufficio del Vice Dirigente e l’apertura di un fascicolo per Danno Erariale.
Alla luce di quanto narrato questa O.S. ritiene ancora che sia il caso anche di istituire la c.d. STANZA ROSA per l’ascolto ed il supporto psicologico al personale femminile della Polizia di Stato che subisce discriminazione e maltrattamenti sul luogo del lavoro.

Infine questa O.S. auspica un ulteriore intervento da parte della Segreteria Nazionale che possa notiziare il Capo della Polizia, Pref. Franco GABRIELLI, di quanto accade al Commissariato di P.S. di “Aversa” (CE) al fine di porre IMMEDIATAMENTE fine agli atteggiamenti ostili e discriminatori da parte del Dirigente del Commissariato nei confronti della Funzionaria che da due anni, secondo quanto appreso, subisce immeritatamente angherie e discriminazioni che abbatterebbero psicologicamente anche la più forte delle persone.

Caserta, 26 agosto 2020

originale firmati agli atti