Questura di Cosenza

COSENZA: Purghe Staliniane alla questura di Cosenza

Ormai la partita sta degenerando e quello che è la nostra critica sindacale viene minata giornalmente con atti che hanno poco a che fare con il confronto sindacale.

Il termine “purga staliniana” lo spiega bene la “Treccani” che per estensione la definisce: “allontanamento improvviso da un ambiente, da un posto di lavoro, da un incarico, di persone considerate indesiderabili”. Questo è quello che sarebbe successo a un sovrintendente che per vent’anni ha svolto, con enorme spirito di sacrificio, la propria attività alla squadra mobile di Cosenza ed, evidentemente, per il solo fatto di essere il fratello del segretario generale di Les, è stato vittima della “purga staliniana” ed inviato ad un altro Ufficio senza che questi abbia compiuto alcun atto riprovevole e senza aver mai prodotto una domanda per andar via dalla squadra mobile.

Una Squadra Mobile che non si riconosce più con l’avvento dell’attuale dirigente che, tra le “ammirevoli” gesta, vogliamo ricordare che è stato colui il quale HA INTERROGATO PER UN’ORA E TRENTASETTE MINUTI lo scrivente dirigente sindacale per un legittimo comunicato sindacale. Alla Signora Questore di Cosenza è stata chiesta spiegazione formale circa questo repentino trasferimento ad altro incarico del Sovrintendente e, dopo ben 20 giorni, ha risposto che il dipendente aveva chiesto verbalmente, durante una conversazione confidenziale al dirigente della DIGOS, se ci fossero posti disponibili in quell’ufficio. La Signora QUESTORE, appresa la notizia, ha inteso “accontentare” (a modo suo) il dipendente trasferendolo d’imperio in un ufficio che poteva scegliere fra la Divisione Anticrimine o l’UPGSP. Un atto d’amore diremmo noi!

LES considera questo comportamento del Questore di Cosenza poco etico ed inaccettabile. Andremo avanti per la nostra strada senza paura e la nostra azione sindacale sarà sempre attenta alla tutela di tutti i colleghi in tutte le sedi opportune e, siamo convinti, che il tempo ci darà ragione e rispristineremo la serenità fra i poliziotti che lavorano nella Questura di Cosenza. Gli stessi poliziotti che potrebbero vedere questi gesti, da parte dei “capi”, quali minacce alla loro posizione lavorativa.

“Purghe” dietro l’angolo appena qualche sindacalista, o fratello di questi, tenta di difendere i diritti della categoria???

TUTTO CIO’, NATURALMENTE COME SEMPRE, NEL SILENZIO DEGLI ALTRI

SINDACATI… forse perchè temono anche loro di essere “PURGATI”????

Si conclude affermando che la presente è una formale critica sindacale che non esclude la possibilità di eventuali tutele legali.

Cosenza, 1 dicembre 2020

Il Segretario Generale Provinciale

Renato Guaglianone

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