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Comunicato stampa LeS su video Gianna Nannini

«Hanno il volto spesso lacerato dalle fatiche affrontate in momenti di grande stress e difficoltà, gli uomini e le donne della Polizia di Stato impegnate nella tutela dell’ordine pubblico e schierate nella difesa della pubblica sicurezza.

Di certo il loro volto è quanto più lontano possa assomigliare rispetto a quello di un maiale che invece brandisce un manganello e lo usa per pestare un ragazzo indifeso come rappresentato nell’ultimo video clip del brano di Gianna Nannini».

È quanto afferma il Segretario Generale di Roma del sindacato Libertà e Sicurezza, Luca Andrieri, che poi aggiunge: «É inaccettabile che si utilizzi un brano musicale che riprende episodi di cronaca avvenuti in America per tratteggiare l’immagine di una polizia italiana (considerati i tratti utilizzati per disegnare la divisa) capace di garantire l’ordine pubblico solo facendo ricorso alla violenza.

La cantautrice evidentemente non conosce le modalità operative oltre che le sessioni di addestramento che fanno della Polizia Italiana l’élite in questo settore. Mediazione, confronto, dialogo, quando si interviene non si usa il manganello a prescindere, come invece viene rappresentato nel video.

Prima che si arrivi all’uso della forza nei modi leciti e garantiti dalla legge e non della violenza come esercizio arbitrario che porta all’abuso di potere, ogni operatore di polizia agisce nella consapevolezza della difficoltà dell’intervento che sta per compiere».

«Non accettiamo neanche le giustificazioni espresse da Gianna Nannini – prosegue l’esponente di LeS – nel sostenere che “L’aria sta finendo” è una canzone d’amore e che l’arte sia uno stato indipendente.

La Polizia di Stato è il corpo più amato in Italia e se questo è possibile è stato solo perché ha agito in modo intransigente in ogni attimo di difficoltà che ha vissuto la nostra nazione, non lasciando nulla al caso.

L’arte è espressione massima delle capacità umane, non può essere utilizzata per vomitare odio contro chi ogni giorno in ogni situazione è al servizio della collettività. Non lo possiamo tollerare come Polizia di Stato e spero non lo tollerino neanche le istituzioni, di ogni ordine e grado».

Luca Andrieri

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