Giovanni Ioacoi - Segretario Nazionale LeS

Richiesta intervento 9° corso Vice Ispettori della Polizia di Stato

Al Signor Presidente del Consiglio dei Ministri

c.a. Prof. Avv. Giuseppe CONTE presidente@pec.governo.it

Al Signor Ministro dell’Interno

c.a. Pref. Luciana LAMORGESE gabinetto.ministro@pec.interno.it

Al Signor Ministro della Funzione Pubblica

c.a. On Fabiana DADONE protocollo_dfp@mailbox.governo.it

On. Senatori della Repubblica Italiana On. Deputati della Repubblica Italiana

e per conoscenza

Al Signor Capo della Polizia Direttore Generale della Pubblica Sicurezza

c.a. Pref. Franco Gabrielli dipps.segreteriacapopolizia.rm@pecps.interno.it

Egregio Signor Presidente, Gentili Signore Ministro, Onorevoli Senatori e Deputati,

come organizzazione sindacale siamo a sottoporVi un grave caso di ingiustizia che affligge, ormai da troppo tempo, gli Ispettori della Polizia di Stato già frequentatori del 9° corso di formazione.

Queste donne e uomini della Polizia di Stato hanno subito, e subiscono tutt’oggi, la mortificazione di essere stati defraudati del merito di vincitori di concorso, superato attraverso complesse prove d’esame, per essere stati equiparati, e finanche scavalcati in ruolo, da altri dipendenti che per acquisire la stessa qualifica di Vice Ispettore, hanno partecipato, in epoca temporalmente successiva, ad una selezione per soli titoli di servizio, giusta disciplina del D. Lgs 95/2017 e successive modifiche (c.d. riordino delle carriere), in spregio al criterio di “meritocrazia” che dovrebbe sempre informare l’azione della Pubblica Amministrazione.

Il D.lgs nr. 95 del 29 maggio 2017 inerente la revisione dei ruoli delle forze di polizia, oltre ad introdurre numerose novità in tema di riorganizzazione delle diverse qualifiche, ha previsto, per la fase transitoria, la possibilità di bandire una serie di concorsi interni con modalità “semplificate”, ovvero per soli titoli, allo scopo di compensare le vacanze organiche maturate nel corso degli anni nel ruolo degli ispettori e dei sovrintendenti.

Proprio in ragione della citata semplificazione nelle procedure selettive, lo stesso decreto legislativo 95/2017, aveva espressamente previsto una clausola di salvaguardia a tutela del personale che era stato immesso in ruolo, attraverso le procedure concorsuali ordinarie previste dalla normativa previgente: art. 45 co. 24 I concorsi già banditi alla data di entrata in vigore del presente decreto per il reclutamento di personale nei ruoli delle amministrazioni di cui al presente decreto sono espletati secondo le procedure vigenti in data anteriore a quella di entrata in vigore del presente decreto ed i vincitori conseguono la nomina secondo le disposizioni vigenti prima di quest’ultima data. Gli stessi precedono in ruolo i vincitori dei concorsi previsti dal presente decreto e sono iscritti in ruolo con decorrenza giuridica almeno dal giorno precedente. …(…)…”

Al fine di dare attuazione a quanto previsto dall’art. 2 co. 1 lettere c) e d) del d.lgs. 95/2017, circa le modalità attuative per l’accesso alla qualifica iniziale del ruolo degli ispettori della Polizia di Stato mediante concorsi interni, in data 20.09.2017 veniva emesso specifico Decreto del Capo della Polizia che disciplinava appunto le nuove modalità semplificate.

A differenza della precedente normativa, le nuove modalità distinguono due differenti procedure selettive:

  • una esclusivamente per titoli riservata al personale appartenente al ruolo dei sovrintendenti;
  • una per esami e titoli riservata al rimanente personale.

Per quanto attiene a quest’ultima selezione, la nuova modalità semplificata prevede che gli esami consistano in una prova scritta (test a risposta multipla) ed un colloquio (su specifiche materie individuate dal bando di concorso), differenziandosi così dalla precedente procedura selettiva che prevedeva una prova preliminare, con test a risposta multipla, una prova scritta consistente nella stesura di un elaborato vertente su elementi di diritto penale ovvero di diritto processuale penale, con eventuali riferimenti al diritto costituzionale ed una prova orale sulle materie oggetto della prova scritta nonché su elementi di diritto costituzionale, nozioni di diritto amministrativo, con particolare riguardo alla legislazione speciale in materia di pubblica sicurezza, diritto civile, lingua straniera prescelta dal candidato, informatica.

Continua a prevedersi, per entrambe le nuove modalità selettive, la verifica del possesso dei requisiti attitudinali per l’esercizio della nuova qualifica di ispettore.

Anche per quanto attiene la formazione, il Decreto prevedeva la sostituzione del corso residenziale presso un Istituto di formazione della durata di 6 mesi con un percorso formativo suddiviso in tre fasi della durata complessiva di 3 mesi:

  1. la prima in modalità e-learning (30gg);
  2. la seconda presso un istituto di formazione “residenziale” (15gg);
  3. la terza di tirocinio formativo presso la sede di servizio (45gg).

Ad ulteriore semplificazione di dette procedure concorsuali, in data 05.03.2019 interveniva un nuovo Decreto del Capo della Polizia che modificava il precedente, eliminando dalla procedura selettiva la valutazione dei titoli di cultura, lasciando così la sola valutazione dei soli titoli di servizio (ad oggi per tale motivo l’Amministrazione risulta soccombente al TAR in relazione al concorso di 501 posti con appello e fissazione udienza al CdS nel mese di aprile 2021).

L’effetto immediato è stato quello di danneggiare i concorrenti più giovani, che erano carenti in termini di titoli di servizio ma ben dotati di titoli di cultura (lauree, master, dottorati, etc.)

In data 26.03.2019 interveniva un nuovo Decreto del Capo della Polizia che, modificando nuovamente l’originario decreto del 20 settembre 2017, semplificava ulteriormente le modalità selettive del ruolo degli ispettori eliminando dalla previsione normativa l’effettuazione degli accertamenti attitudinali per tutti i candidati.

Col medesimo decreto si modificavano poi le modalità di svolgimento del percorso formativo, riducendo il periodo di formazione da 6 mesi a 3 mesi suddivisi in una fase e- learning per un periodo non superiore a 50 giorni, una fase presso un istituto di formazione

per un periodo non superiore a 15 giorni, un ultima fase di tirocinio presso la sede di servizio per un periodo non superiore a 45 giorni.

Infine, semplificava le modalità di accertamento del profitto, prevedendo come esame finale, al termine del corso, una sola prova scritta in luogo della precedente previsione che individuava una prova scritta ed una prova orale.

A seguito dell’emergenza epidemiologica legata alla diffusione del virus Sars-cov2, venivano poi pubblicati due nuovi decreto del Capo della Polizia, il 17.04.2020 ed il 06.08.2020, sempre a modificazione del precedente Decreto del 20.09.2017, che intervenivano rispettivamente sulla durata del corso di formazione e sullo svolgimento della prova orale per l’accesso alla qualifica iniziale del ruolo degli ispettori.

Nello specifico, il corso di formazione veniva rimodulato in due fasi, una in modalità e-learning, della durata non superiore a 65 giorni, ed uno di tirocinio presso la sede di servizio per la durata non superiore a 45 giorni; mentre per quanto attiene alla prova orale, in luogo di tutte le materie, il candidato doveva sostenere l’esame esclusivamente su due delle materie da scegliersi la mattina della prova con una comunicazione alla commissione esaminatrice. L’esame consisteva, pertanto, in una sola domanda per ciascuna materia, estratta a sorte da una banca dati appositamente composta, contenente 150 domande per ciascuna materia, oggetto di pubblicazione sul sito intranet doppiavela.

Come si potrà facilmente verificare, tra coloro i quali hanno avuto accesso alla qualifica senza alcuna selezione, ma per soli titoli, e quelli che hanno avuto accesso con le nuove modalità “semplificate”, si è sfinito per svilire il ruolo degli ispettori, in cui sono state immesse circa 8.000 unità di cui non è stato possibile verificare le capacità culturali né, tantomeno, e soprattutto, quelle attitudinali.

A queste prime invasioni di ispettori, seguiranno altre 4.000 unità i cui concorsi sono stati banditi in questi giorni.

Il paradosso è che personale ritenuto non idoneo alla selezione attitudinale (verifica dell’idoneità a ricoprire quel ruolo) del 9° corso, è poi stata immesso comunque nel ruolo degli ispettori attraverso le citate procedure semplificate che esplicitamente escludevano quella prova.

L’importanza di tale prova selettiva non è peregrina, infatti, non a caso, le altre forze di polizia, anch’esse interessata dal riordino dei ruoli e delle carriere, per l’accesso alla medesima qualifica del loro ordinamento, hanno inteso mantenere la verifica “attitudinale” escludendo procedure più favorevoli.

La questione diventa ancora più rilevante se si pensa che nel 2026, in occasione del prossimo concorso per l’accesso alla qualifica di ispettore superiore, detto personale si troverà a confronto con gli appartenente al 9° e 10° corso vice ispettori, entrati in servizio rispettivamente il 12.03.2018 ed il 27.07.2019, selezionati attraverso procedure concorsuali complesse, rischiando addirittura di prevalergli grazie agli effetti perversi del calcolo dei titoli di servizio.

A questo si aggiunga una ulteriore problematica connessa all’ennesima procedura semplificata: in data 27 giugno 2018 veniva bandito un concorso interno per soli titoli per la copertura di 307 posti da Vice Ispettore Tecnico della Polizia di Stato, i cui idonei vincitori sono stati avviati, in data 16 dicembre 2019, al relativo corso di formazione, peraltro svolto prevalentemente secondo la nuova modalità telematica con successivi

periodi di tirocinio presso i reparti di appartenenza o destinazione, conseguendo la nomina definitiva il susseguente 16 marzo 2020.

Fin qui nulla apparirebbe particolarmente allarmante ma, leggendo lo specifico bando, si può facilmente appurare come la vacanza organica individuata è quella del 31.12.2017.

Orbene, l’art. 25 ter n. 6 del D.P.R. 337/82, recita “Coloro che abbiano superato gli esami finali del corso sono nominati vice ispettori tecnici secondo l’ordine di graduatoria dell’esame finale, formata con le modalità previste per la graduatoria del concorso, con decorrenza giuridica dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello nel quale si sono verificate le vacanze e con decorrenza economica dal giorno successivo alla data di conclusione del corso di formazione”, ovvero, nel caso in esame, i frequentatori del citato corso hanno avuto decorrenza giuridica quale Vice Ispettori Tecnici della Polizia di Stato a far data dal 01.01.2018.

Ed è questo il cuore del problema, infatti, con l’ingresso in ruolo fissato al 1 gennaio 2018, i Vice Ispettori Tecnici vanno ad acquisire un’anzianità di servizio maggiore dei Vice Ispettori del ruolo ordinario, già frequentatori del 9° e 10° corso, concorsi banditi secondo la precedente normativa ante-riordino, i quali hanno avuto immissione nel ruolo rispettivamente il 12.03.2018 ed il 27.07.2019.

La questione potrebbe apparire di poco conto poiché va ad interessare personale appartenente a ruoli diversi, che svolgono prevalentemente mansioni differenti regolate da autonome previsioni normative. Ma purtroppo la realtà è ben differente.

Invero, il D.P.R. 782/85 all’art. 5, titolato “Rapporti tra ruoli della Polizia di Stato” stabilisce testualmente: “ Il personale appartenente ai ruoli della Polizia di Stato che svolge attività tecnico-scientifica o tecnica o di carattere professionale è tenuto ai doveri di subordinazione nei confronti del personale di qualifica superiore o corrispondente appartenente ai ruoli della Polizia di Stato che esplica funzioni di polizia, verso il quale si determini un rapporto di dipendenza in relazione alla funzione esercitata. Il personale della Polizia di Stato che esplica funzioni di polizia è tenuto ai doveri di subordinazione nei confronti del personale della Polizia di Stato che svolge attività tecnico- scientifica o tecnica o di carattere professionale di qualifica superiore o corrispondente verso il quale si determini, in relazione alla funzione esercitata, un rapporto di dipendenza.” andando così a disciplinare, in maniera speculare, la sovraordinazione fra i differenti ruoli ancorandola ad un criterio meramente funzionale.

Ovvero fra personale tecnico e personale ordinario, impiegati nello stesso ufficio ed appartenenti alla medesima qualifica, finirebbe per prevalere esclusivamente il criterio dell’anzianità di servizio nella qualifica, giusta previsione dell’art. 2 D.P.R. 337/82 che rimanda all’art. 3 D.P.R. 335/82 che, regolando il rapporto gerarchico, riporta testualmente:

1. La gerarchia fra gli appartenenti ai ruoli ed alla carriera del personale della Polizia di Stato che esplica funzioni di Polizia è determinata come segue: funzionari, ispettori, sovrintendenti, assistenti ed agenti;

“ 2. Salvo quanto previsto dal comma 3, nell’ambito dello stesso ruolo o della stessa carriera la gerarchia è determinata dalla qualifica e, nella stessa qualifica, dall’anzianità.

“ 3. comma abrogato.

“ 4. L’anzianità è determinata dalla data del decreto di nomina o di promozione; a parità di tale data, da quella del decreto di promozione o di nomina alla qualifica precedente e, a parità delle predette condizioni, dall’età salvi, in ogni caso, i diritti risultanti dalle classificazioni ottenuti negli esami di concorso, negli scrutini per merito comparativo e nelle graduatorie di merito.”

A questo deve poi aggiungersi la previsione dell’art. 7 D.P.R. 782/85, rubricato Supplenze nella titolarità degli ufficiil quale al comma 1 stabilisce: “Salvo che vi sia un dipendente istituzionalmente incaricato delle funzioni vicarie, in caso di assenza o impedimento per qualsiasi causa del titolare dell’ufficio, reparto o istituto, ne assume la direzione il dipendente dell’ufficio con qualifica più elevata. …(…)…”

Dunque in estrema sintesi, ritornando alla questione in argomento, seguendo le disposizioni sopra citate, i Vice Ispettori Tecnici, aventi anzianità nella qualifica a decorrere dal 1 gennaio 2018, in tutti gli uffici, reparti o istituti in cui si trovino in rapporti di dipendenza funzionale con appartenenti al ruolo dei Vice Ispettori già frequentatori del 9° e 10° corso, per effetto del combinato disposto, ne sono divenuti superiori funzionali e gerarchici.

La vicenda apre un vulnus su due piani differenti.

Da una parte abbiamo un problema di equità di trattamento, poiché personale che, con molte rinunce e sacrifici, anche di carattere personale e familiare, ha affrontato una lunga selezione concorsuale, fatta di prove ed esami, che ha frequentato un corso di formazione presso un istituto dell’Amministrazione e che ha maturato, come nel caso del 9° corso, circa tre anni di servizio attivo nella qualifica, accumulando esperienze professionali ed umane, improvvisamente, si trova defraudato di tutto questo, venendo scavalcato da altro personale al quale, senza nulla togliere, la qualifica è stata assegnata attraverso una procedura estremamente semplificata, che si è esaurita nella mera compilazione di una domanda e che, in tutta onestà, non consente veramente di distinguere tra i meritevoli e “tutti gli altri”.

Dall’altra abbiamo una evidente violazione della normativa.

Infatti, l’art. 45 co. 24 del D.lgs n. 95/2017, precedentemente citato, inserisce la specifica clausola di salvaguardia prevedendo appunto come: “I concorsi già banditi alla data di entrata in vigore del presente decreto per il reclutamento di personale nei ruoli delle amministrazioni di cui al presente decreto sono espletati secondo le procedure vigenti in data anteriore a quella di entrata in vigore del presente decreto ed i vincitori conseguono la nomina secondo le disposizioni vigenti prima di quest’ultima data. Gli stessi precedono in ruolo i vincitori dei concorsi previsti dal presente decreto e sono iscritti in ruolo con decorrenza giuridica almeno dal giorno precedente. …(…)…”.

A questo deve poi aggiungersi quanto esplicitamente previsto nella Legge 7 agosto 2015 n. 124, che ha delegato il Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, la quale con specifico riferimento alle Forze di Polizia, all’art. 8 lettera A nr. 1), riconoscendo ampio spazio di manovra nella riorganizzazione di ruoli e qualifiche ha testualmente fissato il principio meritocratico statuendo: “La revisione della disciplina in materia di reclutamento, di stato giuridico e di progressione in carriera, tenendo conto del merito e delle professionalità…(…)…”.

Quest’ultima previsione di legge pare fare il paio con quanto suddetto circa l’imperativo morale della prevalenza del merito sul caso.

Senza, ancora, voler apparire necessariamente pedanti, non si può tacere, sebbene solo come fondo, quella che appare una palese violazione degli art. 3 della Costituzione, per il trattamento differenziale fra medesimi dipendenti e dell’’art. 97 della stessa Carta relativo al buon andamento della Pubblica Amministrazione che non potrà di certo essere garantito violando espressamente il criterio meritocratico.

Nel tentativo di risolvere la questione, questa organizzazione sindacale ha inviato in data 6 maggio 2020 specifica lettere al Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza – cui la presente è inviata per correttezza e rispetto istituzionale – che attraverso l’Ufficio Relazioni Sindacali del Dipartimento ha rimandato la questione a mere formule di stile, chiaramente intese ad eludere la problematica.

Quale ulteriore elemento di valutazione, deve evidenziarsi come la questione sia oggetto dell’atto di sindacato ispettivo n. 4-03466 del 19.05.2020 a firma dei Senatori Donno, Di Girolamo, Pavanelli, Abate, Corrado, Trentacoste, Leone, Lannutti, Giannuzzi e Pacifico, inviata al Ministro dell’Interno ed al Ministro della Funzione Pubblica.

Sussiste, inoltre, il disegno di Legge n. S.1819 a firma dei Senatori Donno, Angrisani e Trentacoste, attualmente assegnato alla 1^ Commissione Affari costituzionali, in sede redigente, in cui si prevede la modifica del d.lgs 95/2017 con l’inserimento della lettera d- quinques), all’art. 2 co. 1 che fissa la decorrenza giuridica di immissione in ruolo, per gli ispettori già frequentatori del 9° corso vice ispettori, al 1 gennaio 2005.

Ciò detto, questa organizzazione sindacale auspica un intervento delle SS.VV., anche sotto l’aspetto normativo, in modo da fissare una decorrenza giuridica antecedente per i frequentatori del 9° e 10° corso vice ispettori, così da rendere ben evidente il criterio meritocratico.

In questo senso appare funzionale il Disegno di Legge depositato in Commissione Affari Costituzionali del Senato su cui andrebbe costruita la più ampia convergenza.

In subordine, sarebbe auspicabile un autorevole intervento delle forze politiche sull’Amministrazione, al momento assolutamente inerte, affinché, in maniera corretta, applicasse la clausola di salvaguardia prevista dall’art. 45 co. 24 d.lgs. 95/2017, che prevede appunto come “I concorsi già banditi alla data di entrata in vigore del presente decreto (cfr D. Lgs 95/2017) ….omissis…. precedono in ruolo i vincitori dei concorsi previsti dal presente decreto e sono iscritti in ruolo con decorrenza giuridica almeno dal giorno precedente. …(…)…”.

Del resto, la clausola in argomento ha già trovato applicazione nei confronti dei frequentatori del 10° corso vice ispettori che hanno avuto decorrenza giuridica al 27.07.2019, anziché dell’effettivo 19.12.2019, proprio per evitare che venissero scavalcati in ruolo dal successivo 11° corso vice ispettori che, a seguito delle procedure semplificate, era stato immesso in ruolo in data 28.07.2019.

Certi che tali nobili ragioni non resteranno inascoltate, confidiamo nel vostro risolutivo intervento.

Roma, 20 gennaio 2021

Il Segretario Generale

Giovanni Iacoi

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