Antonio Porto

Antonio Porto: Lettera aperta ai colleghi

NO ALL’UTILIZZO DI SOLDI PUBBLICI PER L’INVIO DI ARMENTI MILITARI;

SI   AL RINNOVO DEL CONTRATTO PER IL BIENNIO 2022/2024 DEL COMPARTO SICUREZZA E DIFESA, SCADUTO A DICEMBRE 2021 E NON PREVISTO IN LEGGE DI BILANCIO;

SI   EQUIPARAZIONE DEGLI STIPENDI DELLE FORZE DI POLIZIA ITALIANE A QUELLI DEI COLLEGHI EUROPEI;

SI   CASERME DIGNITOSE, SALUBRI E CONFORTEVOLI;

SI   ALLA TUTELA LEGALE A CARICO DELLO STATO.

I Padri costituenti ci hanno lasciato un monito: la predominanza del diritto sulla guerra, e uno strumento: la limitazione di sovranità per la costruzione di un ordinamento internazionale a difesa della pace. La riflessione, nell’ora grave della guerra, deve uscire dalle semplificazioni del dibattito pubblico e darsi due compiti: cercare le cause che hanno inceppato i meccanismi di diritto internazionale a difesa della pace e individuare urgentemente le correzioni da mettere in atto, per non cancellare il progresso umano ottenuto in 78 anni di pace.

L’art. 11 della nostra Costituzione “Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

L’art. 1, comma 6, lettera a), Legge 09 luglio 1990, n. 185, rubricata “Nuove norme sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento”, e successive modificazioni che prevede: “6. L’esportazione, il transito, il trasferimento intracomunitario e l’intermediazione di materiali di armamento sono altresì vietati: a) verso i Paesi in stato di conflitto armato, in contrasto con i princìpi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, fatto salvo il rispetto degli obblighi internazionali dell’Italia o le diverse deliberazioni del Consiglio dei Ministri, da adottare previo parere delle Camere

Com’è ben noto a tutti, il contratto del Comparto Sicurezza e Difesa, ma più in generale dei vari Comparti, è scaduto il 31 dicembre 2021, per cui si rende improcrastinabile avviare le trattative per il rinnovo del triennio 2022 – 24. Il precedente contratto è stato sottoscritto a dicembre del 2021, cioè lo stesso mese della scadenza del triennio. La stessa cosa potrebbe verificarsi per il triennio in corso, a condizione, però, che vengano stanziate le risorse. “Nessuna risorsa in Legge di Bilancio per assunzioni e rinnovi dei contratti del comparto difesa e sicurezza. Agli operatori delle Forze armate e delle Forze di polizia si chiede sempre l’impegno a garantire la difesa e la sicurezza del Paese, al quale non si sottraggono mai, ma tale impegno non viene riconosciuto nei fatti dal Governo. Una manovra che non rende giustizia alle donne e agli uomini in divisa”.Tenendo conto delle differenze nel costo della vita tra le varie nazioni, troviamo solo Grecia e Portogallo con stipendi inferiori ai nostri. Un poliziotto Greco appena entrato in polizia guadagna sugli 800 euro netti mensili. Analogo stipendio per la polizia Portoghese. Ancora peggio in Polonia, dove un poliziotto appena assunto guadagna appena 500€ al mese. La Spagna si colloca sui livelli italiani. Un poliziotto Italiano appena assunto guadagna all’incirca 1200/1300 euro al mese, dopo 20 anni di servizio arriverà a guadagnare 1500€. Poliziotti Tedeschi nell’analoga situazione guadagnano invece 1700 euro, stipendio che aumenta poi con gli anni di servizio. Ancora meglio in Austria, dove un poliziotto percepisce fino 1800 euro mensili. In vetta alla classifica troviamo i poliziotti Inglesi che guadagnano 1950/2.000 euro al mese. Insomma un poliziotto Italiano con 20 anni di servizio guadagna meno di un collega Francese o Tedesco appena entrato in polizia. Molto elevati anche gli stipendi percepiti dai poliziotti del Belgio (si parte da 1.755€ per arrivare a 2.478€ nel giro di pochi anni), mentre in Francia siamo ad un livello leggermente inferiore: 1.683€ netti in partenza, per un incremento a 2.198€ dopo pochi anni di servizio.

(Fonti web 2019)

Siamo quindi i meno pagati, ma anche i più tassati. Per fare un esempio, lo stipendio di dicembre di un poliziotto, con relativa 13sima viene tassato al 38%.

Senza parlare dell’ora di straordinario, unico caso in Italia, viene pagata meno dell’ora ordinaria, un poliziotto italiano percepisce per un’ora di straordinario diurna feriale € 11,82 lordi, notturna o festiva € 12,76 lordi e festiva notturna € 14,72 lordi, mentre per un’ora di servizio notturno gli vengono corrisposti € 4,10 lordi.

UN’ASSURDITÀ TUTTA ITALIANA!

Per questo motivo il LES Polizia di Stato, a seguito di uno specifico studio del 2014, ha inserito al 4° punto del proprio programma politico sindacale #350euroaPoliziotto, almeno € 200 rinnovo contrattuale necessari per uguagliare il potere d’acquisto perso negli anni e € 150 derivati da nuove promozioni e aumento sia dell’indennità che della specialità. Somme che andranno comunque riviste ed adeguate agli ultimi dieci anni dove L’INFLAZIONE HA COMPLETAMENTE DIVORATO GLI STIPENDI DEI POLIZIOTTI ITALIANI.

Per questo motivo il prossimo 2 giugno, nella giornata della Festa della Repubblica, alle ore 9 sarò a Napoli in Piazza Dante, dove è prevista una manifestazione pubblica del comitato “Ripudia la Guerra” che ha promosso una raccolta firma per indire un referendum volto all’abrogazione delle normative o parti di esse che consentono al Governo Italiano l’invio di armamenti militari nei conflitti internazionali a spese dei cittadini italiani, quindi anche dei poliziotti. Mentre per loro il rinnovo contrattuale non è neanche stato previsto nell’ultima Legge di Bilancio, nel silenzio più assoluto.

Per questo motivo ho deciso di firmare in favore del referendum, cosa che consiglio anche a tutti voi cari colleghi, valutate di firmare per dire NO all’invio di armamenti in conflitti internazionali a vostre spese.

Il Segretario Generale Regionale

Antonio PORTO

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